Qual è la filosofia che guida il vostro
apprroccio creativo ?
In Advance crediamo molto all’approccio emozionale
nella costruzione della marca.
Ciò significa affrontare in maniera differente i progetti, già in
fase di esame del brief.
Il nostro intervento deve mirare a far ricordare il prodotto non solo per le
sue caratteristiche oggettive ma anche e soprattutto per quelle soggettive, emozionali
appunto.
Se riusciamo a trasformare il prodotto in un’esperienza, il “gioco” è fatto.
Avete un metodo di lavoro predefinito ?
E’ evidente che la ripetitività di
schemi predefiniti è il contrario della creatività., quindi
per noi rappresenta veleno puro.
E’ però vero che un metodo, seppur flessibile e sempre in
mutamento, durante tutti questi anni ce lo siamo costruiti.
Un buon brief è la base fondamentale di ogni progetto. Ricordiamoci
che un buon creativo non è un’artista puro ma è un
serio professionista che deve interpretare con creatività strategie
aziendali ben precise.
Anche il monitoraggio della concorrenza è fondamentale e noi lo
svolgiamo con continuità, sia
navigando on-ine che leggendo le riviste o visitando supermercati
e negozi.
Credo molto nel lavoro d’equipe, e tutti i progetti iniziano con
un brain storming allargato a tutti i componenti dell’agenzia, creativi
e non.
Il processo creativo, anche quando viene affidato ad un singolo
art-director, è caratterizzato da continui confronti nell’ambito
di tutto il team.
Una volta che la parte creativa è definita
ed accettata dal cliente, seguite il progetto fino alla sua produzione
?
Soprattutto nei progetti di packaging design, anche
la fase creativa iniziale deve tenere conto dei vincoli di produzione.
Il rischio da evitare è infatti quello di studiare “ a tavolino” una
confezione bellissima che poi non può essere prodotta per limiti
del materiale, del numero dei colori o quant’altro.
Venendo specificatamente alla domanda, il servizio ADVANCE
comprende anche il controllo di ogni momento della produzione, sia presso
i nostri uffici o quelli del clienet, sia direttamente dai fornitori coinvolti.
Una pessima produzione può infatti far naufragare anche il progetto
più efficace.
Secondo lei quali sono i criteri per definire “vincente” un
progetto creativo.
Dato che l’obiettivo di ogni nostro intervento è quello
di creare valore aggiunto alle marche dei nostri clienti, pragmaticamente
posso affermare che un progetto vincente è un progetto che fa vendere.
E’ questo che ci chiedono i committenti.
E’ chiaro che quest’obiettivo può essere centrato con
diverse “armi” .
Come ho detto prima l’arma che in Advance usiamo è l’emozione,
l’emotional branding.
Se quindi il premio più importante è la soddisfazione dei
nostri clienti, non nego che anche ricevere premi nei vari concorsi dedicati
al packaging design, ci renda orgogliosi del nostro lavoro e solletichi
il nostro ego.
ADVANCE ogni anno si aggiudica regolarmente dei “trofei”.
In questi anni siamo stati premiati, tra l’altro, all’Agorà,
al Grand Prix del design, alla Targa Oro ed a Mediastar.